“L’Islam in Italia? Ecco cosa succederà” La Profezia NERA del Cardinale, 25 ANNI FA’



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Era il dicembre 1990, ma potrebbe benissimo essere l’altroieri. Ventisei anni fa, l’arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, uno dei più progressisti all’interno della Chiesa, pronunciava il discorso “Noi e l’islam: dall’accoglienza al dialogo”. Una lunga riflessione sulle conseguenze della presenza sempre più consistente di credenti di fede musulmana nelle nostre comunità, e che sembra essere stata pronunciata proprio alla luce delle recenti tragedie firmate Isis.

“L’integrazione comporta l’educazione dei nuovi venuti a inserirsi armonicamente nel tessuto della nazione ospitante, ad accettare le leggi e gli usi fondamentali, a non esigere dal punto di vista legislativo trattamenti privilegiati”. È quello che si legge nel documento ripubblicato dal Giornale, una presa di posizione incredibilmente attuale. “L’accoglienza senza regole non si deve trasformare in dolorosi conflitti.

È necessario far capire ai nuovi immigrati che nei nostri Paesi i rapporti tra lo Stato e le organizzazioni religiose sono profondamente diversi”, un discorso davvero illuminato, specie detto da un alto prelato, che continua dicendo che “non ci si può appellare, per esempio, ai principi della legge islamica, la sciari’ah, per esigere spazi e prerogative giuridiche specifiche”.



Uguaglianza davanti alla legge al di là delle fedi religiose: “Perché si abbia una società integrata è necessario assicurare l’assimilazione di un nucleo minimo di valori, come il principio giuridico dell’uguaglianza di tutti di fronte alla legge. Ci sono infatti popoli ed etnie che hanno una storia e una cultura molto diverse dalla nostra e di cui ci si può domandare se intendano nello stesso senso i diritti umani e anche la nozione di legge”.

E poi una profezia che sarà destinata ad avverarsi nei venticinque anni successivi: “La presenza tra noi non è numericamente molto rilevante, ma si è fatta vistosa negli ultimi anni, anche perché il loro arrivo in Italia ha coinciso con una ripresa delle correnti più integraliste”. Come dargli torto.

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