Castro, il “compagno” Bergoglio: “Rammaricato per la perdita”. Anche per 17.000 cubani uccisi?




Tre i Papi che Fidel Castro ha incontrato e del quale è stato amico. E oggi Bergoglio prega per lui: “Vicinanza al popolo dell’amata terra”. Papa Francesco prega per Fidel Castro e per il popolo cubano. A poche ore dalla morte del Lider Maximo, il Santo Padre ha espresso sentimenti di vicinanza ai famigliari, al governo e al popolo “dell’amata nazione” cubana. Bergoglio sarà dispiaciuto anche per i 17.000 morti del regime comunista cubano?

 In un telegramma a Raul Castro, il presidente fratello del dittatore cubano, il Pontefice ci ha tenuto a far sentire la propria vicinanza per il defunto “dignitario ai famigliari, al governo e al popolo dell”amata nazione”.

Tre i Papi che Fidel Castro ha incontrato e del quale è stato amico. “Nella apertura di Cuba al mondo e del mondo a Cuba – afferma la Radio Vaticana – decisivo è stato il ruolo diplomatico della Chiesa cattolica”. Sei, in diversi momenti, gli incontri del Comandante con San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Indimenticabile quello del 21 gennaio del 1998 a L’Avana con il Papa polacco appena sceso dall’aereo: i due si parlarono guardando i propri orologi come a siglare visivamente un istante che diventava storia. Poco dopo il Lider Maximo si presentò a sorpresa nell’albergo dei giornalisti (l’Habana libre che era stato il suo quartier generale) e i vaticanisti si sentirono chiamare uno a uno al telefono dalla reception con un incredibile: “Il Comandante l’attende nella hall”.

Al termine del suo viaggio San Giovanni Paolo II parlò di “grande fiducia nel futuro” di Cuba. “Costruitelo con gioia, guidati dalla luce della fede, con il vigore della speranza e la generosità dell’amore fraterno, capaci di creare un ambiente di maggiore libertà e pluralismo”. Un auspicio, come sottolinea Radio Vaticana, che “ha camminato nel tempo sostenuto anche da Benedetto XVI che nel settembre del 2012 proprio a Cuba ribadì l’auspicio di un ‘cammino comune’ per tutti i cubani”. “L’ora presente – disse Ratzinger – reclama in modo urgente che, nella convivenza umana, nazionale ed internazionale, si eliminino posizioni inamovibili ed i punti di vista unilaterali che tendono a rendere più ardua l’intesa ed inefficace lo sforzo di collaborazione”.

È stato, poi, papa Francesco che “sull’isola della rivoluzione” ha parlato di “piccoli ponti” che uno dopo la altro “fanno il grande ponte della pace”. Bergoglio è stato con i suoi principali collaboratori (il segretario di Stato Pietro Parolin e il sostituto Giovanni Angelo Becciu) tra i protagonisti delle trattative riservate (svoltesi anche in Vaticano) che hanno portato alla normalizzazione delle relazioni tra Washington e L’Avana. “Nell’apprendere la triste notizia della scomparsa del suo caro fratello, l’eccellentissimo signor Fidel Alejandro Castro Ruz, ex presidente del consiglio di Stato e del governo della Repubblica di Cuba esprimo – ha scritto oggi papa Francesco – i miei sentimenti di dolore a vostra eccellenza e agli altri famigliari del defunto dignitario, nonché al governo e al popolo di quella amata nazione”. Nello stesso tempo Bergoglio ci ha tenuto a offrire “preghiere al Signore per il suo riposo e affido tutto il popolo cubano alla materna intercessione di Nostra Signore de la Caridad del Cobre, patrona del Paese”.



Il Giornale

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