Scandalo a Milano: il cugino della consigliera islamica è un terrorista detenuto a Guantanamo



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È ufficiale, il PD sostiene i terroristi islamici. Milano sotto choc, il cugino della consigliera islamica è detenuto nel carcere di Guantanamo insieme ai terroristi.

Che la Sinistra scelga tra i suoi interlocutori del mondo islamico le persone sbagliate è stato ripetutamente ribadito dai musulmani moderati. Ma adesso, a Milano,  torna alla carica anche Matteo Forte, consigliere comunale di Milano Popolare. “Cinque anni fa,quando io sono entrato in questa istituzione, dicevo che il PD privilegia i rapporti con un tipo di islam politico ortodosso; oggi se lo porta in pancia e questo aumenta il livello di allarme”. Questa la denuncia in una conferenza stampa convocata a Palazzo Marino per discutere, insieme all’ex dirigente del PD cittadino Maryam Ismail, di questo rapporto definito “non occasionale”, ma diventato strutturale. Una scelta che, secondo Ismail, “estromette di fatto il resto del mondo islamico”, che rappresenta la maggioranza.
Un altro elemento che Forte ha sottolineato è il legame che il PD milanese ha con il Caim, il coordinamento delle associazioni islamiche. L’ex responsabile culturale dell’associazione è Sumaya Abdel Qader, candidata e eletta tra le fila del partito democratico in consiglio comunale. Forte ha sottolineato che il cugino della consigliera, Samer Al Barq, è stato detenuto a Guantanamo tra il 2002 e il 2008 e sospettato di rapporti con al-Qaeda per la produzione di armi battereologiche. “Non chiedo”, ha precisato Forte, “a Sumaya di rispondere per le colpe dei parenti né di dimettersi, chiedo al PD di prendere una posizione su questo rapporto che negli anni è cresciuto e non è più solo privilegiato, ma strutturale con l’islam politico”..

Per Ismail “questo tipo di Islam è quello che viene promosso”, mentre la richiesta è quella di aprire “a tutte le componenti del mondo islamico” perché “siamo preoccupati che al livello europeo l’Italia si faccia promotrice di una visione politica che altri paesi hanno emarginato”. “Perché si presta a questo tipo dì rapporto?”, è la domanda che Forte e Ismail si pongono e rivolgono al PD, in particolare al segretario metropolitano Pietro Bussolati.

“Io non so niente di questa cosa”, la replica di Sumaya Abdel Qader, già nell’occhio del ciclone in questi giorni per alcune sue affermazioni poco felici alla trasmissione Otto e mezzo, a commento di un sondaggio per il quale il 61% dei membri delle comunità musulmane in Italia ritengono gli ebrei responsabili di ogni male. “Io lo frequentavo quando ero bambina, poi è andato a studiare in Pakistan e ci siamo persi di vista, non ci vediamo da un sacco di anni. A me risulta che lui sia stato seguito da Amnesty international perché era detenuto in Israele in attesa che gli fosse contestato un capo di accusa. Un anno fa è arrivata una sentenza dopo il processo. Credo lo abbiano condannato a due anni per resistenza a pubblico ufficiale”. Insomma, dopo Guantanamo, anche le carceri israeliane…





Con fonte Il Populista

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