Un’altra beffa per l’artificiere ferito a Firenze, dovrà pagarsi le protesi. Agenti fanno una colletta




L’ennesima beffa per l’artificiere mutilato dalla bomba degli anarchici antifascisti di Firenze. Dopo l’indennità vergognosa di 60 euro, dovrà pagarsi pure le protesi alla mano. Per fortuna ci penseranno i suoi colleghi con una colletta a pagarle. Questo è Stato vergognoso italiano.

FIRENZE – All’ospedale ci resterà almeno un altro mese, Mario Vece, l’artificiere della polizia di 39 anni ferito a Capodanno nel centro di Firenze da una bomba che qualche criminale aveva collocato sulla vetrina della libreria Bargello, culturalmente vicina all’associazione d’estrema destra CasaPound per devastare ed uccidere. Nell’esplosione il poliziotto ha perso la mano sinistra e rischia di perdere anche l’occhio destro, ma quando sarà dimesso, invece di ricevere onore, gloria e un premio in denaro, il sovrintendente, sposato e padre di due ragazzine, dovrà anche pagare le spese mediche come l’acquisto di eventuali protesi e una lunga riabilitazione. L’incredibile beffa è stata confermata durante una conferenza stampa dal sindacato di polizia Siulp che ha organizzato l’incontro per annunciare l’apertura di una sottoscrizione per rendere meno difficile la convalescenza a questo valoroso servitore dello Stato e alla sua famiglia.

 «intervenga il governo»

«Per un poliziotto che si infortuna in servizio non è prevista nessuna polizza assicurativa – ha confermato Antonio Lanzilli, segretario generale del Siulp di Firenze – e per questo abbiamo deciso, in accordo con la moglie del collega, di aprire una sottoscrizione bancaria. Chiederemo poi al Governo di introdurne una nel contratto delle forze dell’ordine». Il conto, (si chiama `Per Mario´), è stato aperto alla filiale della banca Unicredit di viale Redi, a Firenze, iban IT38B0200802829000104589397 e chiunge, da ogni parte d’Italia, può fare un’offerta. «La nostra iniziativa è anche una risposta – ha spiegato Lanzilli – alle centinaia di colleghi, cittadini e aziende che ci hanno chiesto di poter dare aiuto».

Terzo intervento chirurgico

Alla conferenza stampa sarebbe dovuto essere presente anche Stefania, la moglie di Mario Vece, ma ha preferito restare accanto al marito mentre lo stavano sottoponendo al terzo intervento chirurgico per tentare di salvare l’occhio colpito dall’esplosione. Contattata telefonicamente, la signora Stefania ha ringraziato il Siulp anche a nome del marito. «Mario sta meglio, soprattutto di spirito – ci ha detto – è forte e combatte come un leone. Vuole tornare a lavorare per onorare il suo nuovo ruolo (ha appena vinto un concorso da ispettore ndr) e ha anche il sogno di continuare a coltivare la sua grande passione: la motocicletta. Io sono certa che ce la farà». Mario vece è vice direttore del Club Versilia Chatter, 180 motociclisti appassionati di Harlet Davidson. Che, dal giorno dell’attentato, non l’hanno lasciato un attimo da solo e stanno preparando per lui una sorpresa quando tornerà in sella.



Con fonte corriere.it

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