Sam Smith, nel nuovo album “The Thrill Of It Al”l il manifesto del coming out

Sam Smith, nel nuovo album “The Thrill Of It Al”l il manifesto del coming outdi Rita VecchioIl coming out al pubblico Sam Smith lo ha fatto praticamente da subito. Da quando la sua musica pop contaminata di soul e rhythm and blues varcava i confini inglesi per arrivare in tutto il mondo. Non è una novità quindi che anche il suo secondo album “The Thrill Of It All” appena uscito e anticipato da “Too Good At Goodbyes” ne sia esplicito manifesto. «Quando ho comprato il primo paio di tacchi, me ne sono innamorato. Sono un gay più che consapevole. Vedermi oggi in vestito da uomo è una cosa nuova, sia per me che per la mia famiglia.

Il coming out ai miei genitori, all’età di 10 anni, mi ha fatto capire chi sono e da dove provengo». Parole che arrivano nel mezzo della bufera Kevin Spacey e di tutti gli altri: «Sono sollevato che le cose inizino a venir fuori a Hollywood – commenta – e penso che ci debba essere sempre di più onestà».Il nuovo disco che «è a tinte più fosche, più autodistruttivo, perché non piacevo a me stesso nel periodo in cui l’ho scritto», arriva a tre anni di “In The Lonely Hour”, album di esordio che gli valse il successo. «Io adoro la fama, fare grandi concerti e la possibilità che questo lavoro mi dà di viaggiare in tutto il mondo. Con il primo album avevo l’obiettivo di raggiungere la notorietà, e ci sono riuscito. Con questo, di perfezionarmi come cantautore e fare una musica pop interessante e ricercata». Premio Oscar per la colonna sonora di “007 Spectre” con “Writing’s On The Wall”, è in Italia quando posta il tweet di solidarietà per l’ultimo attentato di New York sulla pista ciclabile di Lower Manhattan. A Milano ospite di X Factor live andato in onda ieri sera, che ha scatenato la polemica su Twitter “playback” o “non playback” a causa di un problema tecnico di Sky che lo faceva erroneamente apparire come se non stesse cantando dal vivo, racconta: «Per me la musica è guarigione, andare in studio è come fare una seduta terapica».

Da qui, canzoni che nascono dal vissuto, «dalla melanconia e dalla solitudine». Senza nascondersi nemmeno più di tanto quando afferma: «Ecco, non credo che riuscirò a fare mai un giorno “canzoni felici”».Così “Him”, scritta dopo una notte in un gay club a Sydney. Testo che parrebbe essere una dichiarata richiesta di approvazione divina per la sua sessualità. Anche se lui, nonostante parole come “Holy Father/We need to talk…/It is him I love/…Please don’t get angry…Judge my sins” non lascerebbero spazio a dubbi, dà altra chiave di lettura. «Non penso in questa canzone di chiedere perdono a Dio. Ho frequentato le scuole cattoliche, non sono religioso ma spirituale. In “Him” faccio rivivere la storia di un ragazzino che dichiara la sua sessualità ai propri genitori. Nel testo uso termini che mi hanno accompagnato durante l’infanzia». Così come “Pray”, scritta dopo essere tornato dall’Iraq. «Ero appena stato con la War Child Organisation per una di quelle esperienze meravigliose che ti cambiano la vita. Ho visitato i campi di rifugiati intorno a Mosul. Al ritorno, mi sono sentito in colpa perché nel mio album non c’era niente che parlasse di che cosa stesse succedendo nel mondo».“The Thrill of it all” rinnova la collaborazione oramai storica con Jimmy Napes (dai tempi dei Disclosure con “Latch” e con Naughty Boy “La La La”, e dei singoli “I’m Not The Only One” e del Grammy “Stay With Me”). Si aggiunge la firma di Timbaland, Malay, Jason “Poo Bear” Boyd e Stargate. E  in “No Peace”, il featuring con la cantante americana YEBBA, «una delle migliori voci che io abbia mai sentito». Milano (Assago, 11 maggio) e Verona (Arena, 12 maggio) le date live a maggio del 2018  e 7mila i biglietti già venduti. Per lui sarà il suo primo concerto in Italia, visto che il precedente era stato costretto ad annullarlo a causa di un problema alle corde vocali. «Non amo cantare in playback. Curo la voce non bevendo alcol, non mangiando formaggio, limitando il caffè. Preferisco privarmi di qualcosa, di fare qualche concerto in meno piuttosto che far finta di cantare». Lui che di Grammy ne ha vinti quattro. Preso un Oscar. E collezionato Academy Award, Golden Globe e tanto altro. Lui che di anni ne ha soltanto 25.

Sorgente: Sam Smith, nel nuovo album “The Thrill Of It Al”l il manifesto del coming out

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


7 + 7 =